A Susa al via la Masterclass per immaginare il futuro del cicloturismo transfrontaliero
Nel quadro del progetto Scoprire si sono incontrati 48 operatori del settore
Il 4 giugno il Museo Civico e il Castello della Contessa Adelaide di Susa hanno ospitato la prima attività collettiva che ha riunito partner italiani e francesi del progetto SCOPRIRE, finanziato nell’ambito del PITER+ HV2030 – Programma Interreg Alcotra 2021-2027. Coordinata dalla Communauté de Communes Haute Maurienne Vanoise in collaborazione con il capofila Città Metropolitana di Torino, è stata una giornata di lavoro intensa e partecipata, dedicata al Design Thinking e alla progettazione di nuove esperienze cicloturistiche capaci di valorizzare il patrimonio delle Alpi franco-italiane.
L’iniziativa rappresenta l’avvio di un percorso condiviso che punta a rafforzare l’attrattività dei territori transfrontalieri attraverso un’offerta turistica innovativa, sostenibile e costruita attorno alle esigenze dei visitatori. Al centro della riflessione vi è VIALPS, il circuito cicloturistico che collega alcuni dei più celebri passi alpini attraversati dal Tour de France e dal Giro d’Italia, insieme ai numerosi itinerari di pregio presenti nei territori partner.
Per un’intera giornata, operatori turistici, accompagnatori cicloturistici, rappresentanti di enti locali, uffici del turismo, strutture ricettive e associazioni hanno lavorato fianco a fianco per immaginare nuove forme di fruizione del territorio. Un approccio diverso rispetto ai tradizionali momenti di confronto: non una semplice presentazione di progetti, ma un laboratorio di idee basato su ascolto, collaborazione e creatività.
La mattinata è stata dedicata all’analisi dei cambiamenti che stanno interessando il turismo outdoor e il mondo della bicicletta. Partendo dai dati raccolti dai partner nei mesi precedenti, i partecipanti hanno approfondito le aspettative dei diversi profili di cicloturisti che frequentano le Alpi, individuando le principali tendenze legate al turismo lento, sostenibile e rigenerativo.
Successivamente, attraverso gli strumenti del Design Thinking, i gruppi di lavoro hanno esplorato le esigenze di quattro tipologie di utenti: il cicloturista connesso, il viaggiatore in bikepacking, l’epicureo curioso e l’esploratore gravel. L’obiettivo era comprendere desideri, bisogni e aspettative di ciascun profilo per progettare esperienze più coinvolgenti e autentiche, capaci di mettere in relazione il viaggio in bicicletta con il patrimonio naturale, culturale e umano dei territori attraversati.
La giornata ha rappresentato anche un’importante occasione di incontro tra gli attori impegnati nello sviluppo del cicloturismo sui due versanti delle Alpi. Hanno preso parte all’iniziativa 48 partecipanti provenienti da Francia e Italia, contribuendo alla costruzione di una visione comune per il futuro della destinazione transfrontaliera.
L’esperienza di Susa è soltanto il primo passo di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi. Tra giugno e settembre sono infatti previsti tre laboratori sul campo che consentiranno di trasformare le idee emerse in proposte concrete, sperimentabili e coerenti con le caratteristiche dei territori del progetto.
I risultati di questo lavoro saranno raccolti e condivisi nell’autunno 2026 e contribuiranno a definire le future strategie di promozione del cicloturismo transfrontaliero, orientando le attività che i partner svilupperanno nel corso del 2027 e del 2028.








